Da sempre siamo in cerca di bacini gastronomici che rispecchino l'eccellenza nella qualità e non di meno l'origine.
Servire un olio toscano con certificato IGP per accompagnare le pietanze fa senza dubbio la differenza
Nei nostri burger assolutamente carne di chianina, ben 200 gr.
I nostri antipasti sono composti da affettati nostrali quali il prosciutto di Pratomagno dop, salame toscano stagionato e sbriciolona del Casentino, accompagnati dai coccoli fritti.
Non meno importante, per accompagnare i piatti, il pane, bianco a lievitazione naturale ed il biologico integrale, ottimi da ungere col nostro olio.
A due passi da Piazza Santa Croce dal 1911 c'è questo ristorantino, panche e tavoli in legno, antiche vetrinette alle pareti, pavimento in sanpietrino e cucina a vista. Spesso affollato, sembra appartenere a quel filone di locali "toscanacci" dove si mangia bene e si spende poco, frequentato da artisti veri e fasulli, belle ragazze, giornalisti annoiati e turisti frettolosi.
giovedì 26 luglio 2018
mercoledì 15 febbraio 2017
Il Sangiovese
Da Wikipedia: Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte: le prime informazioni sicure risalgono solo al XVI secolo, quando Gian Vittorio Soderini, nel suo trattato "La coltivazione delle viti", ne parla dicendo che «il Sangiocheto o Sangioveto.
In Toscana si distinguono due grandi famiglie: il Sangiovese Grosso, (conosciuto nel corso della storia con altri nomi: Brunello a Montalcino e Prugnolo Gentile a Montepulciano), ed il Sangiovese Piccolo, utilizzato in gran parte della regione.
Recentemente la differenziazione tra Sangiovese Grosso e Sangiovese Piccolo non è più tenuta in considerazione non avendo alcun riferimento tassonomico e scientifico. Ci si riferisce piuttosto a singoli cloni con sigle attribuite dal sistema vivaistico, oppure a selezioni massali effettuate dai singoli produttore.
Nella foto: Sangiovese Toscana Rosso 2015 alla Trattoria Pallottino
In Toscana si distinguono due grandi famiglie: il Sangiovese Grosso, (conosciuto nel corso della storia con altri nomi: Brunello a Montalcino e Prugnolo Gentile a Montepulciano), ed il Sangiovese Piccolo, utilizzato in gran parte della regione.
Recentemente la differenziazione tra Sangiovese Grosso e Sangiovese Piccolo non è più tenuta in considerazione non avendo alcun riferimento tassonomico e scientifico. Ci si riferisce piuttosto a singoli cloni con sigle attribuite dal sistema vivaistico, oppure a selezioni massali effettuate dai singoli produttore.
Nella foto: Sangiovese Toscana Rosso 2015 alla Trattoria Pallottino
domenica 5 febbraio 2017
Trattoria Pallottino, un esercizio storico che guarda al futuro
Vorrei riprendere il discorso da un articolo pubblicato su Il Reporter di febbraio 2017 scritto da Sara Camaiora.
Ormai un esercizio storico deve fare i conti con la globalizzazione, la modernità, la concorrenza sleale e no, insomma stare al passo coi tempi conservando però tutte le sue caratteristiche a cui è vincolato, ovvero quello di essere considerato "Storico" e quindi appartenere a quella categoria di esercizi che oggi una legge dovrebbe tutelare, ed é anche per questo che è nata l'Associazione degli esercizi storici Fiorentini, di cui la Trattoria Pallottino è socio fondatore.
Come una nuova attività, anche un esercizio storico può modernizzarsi, deve essere presente sui social, sfruttare queste piattaforme per avere un dialogo continuo e diretto con i propri clienti, aggiornare continuamente le proposte e le offerte. Facebook, Instagram, Twitter sono alcuni esempi e questo stesso Blog nel suo piccolo fa parte di questo progetto.
Sicuramente la carta stampata ha una sua importanza e il suo fascino: c'è una notizia, viene pubblicata e i lettori la leggono. I social media hanno una marcia in più, i rapporti col pubblico vengono autonomamente gestiti, si possono gestire le notizie e proporre gli eventi in base alle nostre esigenze.
Quindi, saper conservare le tradizioni centenarie usando gli strumenti e la tecnologia moderna, noi della Trattoria Pallottino siamo visibili sui maggiori social, ma chi viene da noi entra nella storia.
martedì 6 settembre 2016
Aleatico di Sovana doc

La coltivazione della vite nella zona di Sovana ha radici antichissime. Secondo alcune ricerche fanno risalire le prime coltivazioni nel periodo etrusco e greco. Sicuramente già dall'epoca romana, chi passava per esempio da Pitigliano, aveva avuto modo di apprezzare i vini di Sovana, conservati nei classici vasi vinari nelle grotte di tufo.
Nel 1999, i vini di Sovana, tra cui l'Aleatico, ebbero l'ambito riconoscimento della denominazione di origine controllata, il cui procedimento di preparazione deve essere sottoposto all'appassimento sulla pianta o anche dopo la raccolta.
Caratteristiche organolettiche:
Colore rosso rubino con profumi di rosa
Il gusto è armonico, piacevolmente dolce, con persistenza
Le uve vengono raccolte molto mature e la macerazione a bassa temperatura per 15 giorni permette l’estrazione di tutto il patrimonio aromatico delle uve, nonchè l’ottenimento di un mosto ricco in colore, senza note astringenti.
Dopo la separazione delle bucce, il mosto viene avviato alla fermentazione alcolica che si è svolta a ca. 18°C e che poi sarà bloccata per mezzo di un repentino abbassamento della temperatura (fino a O°C) quando è ancora presente una certa quantità di zucchero. Il vino così ottenuto viene conservato a bassa temperatura fino all’imbottigliamento.
giovedì 28 luglio 2016
Colorino, un vitigno primordiale
Quello che scrive Domenico Liggeri, giornalista e autore di un appassionato articolo su storiegastronomiche.it sul Colorino, non è eno-fantascienza ma storia vera e documentata e sulla quale mi trovo pienamente concorde.
Quando alla Trattoria Pallottino decidemmo d'inserire in lista questo vino, un mono-vitigno di colorino appunto, avevo un po' di remore, invece ha avuto un incredibile successo di pubblico, un vino fantastico e la sua storia non è da meno.
Ha ragione Liggeri ad affermare che il colorino è da considerarsi in egual modo ad una scoperta archeologica, per anni è stato ingiustamente usato, grazie alla sua buccia, per dare colore (come da sua etimologia) a vini che indubbiamente ne hanno poco e quindi un vino destinato esclusivamente al taglio.
Ho assaggiato più volte questo vino in annate differenti e posso confermare con assoluta onestà che il colorino ha una sua struttura e sicuramente quei produttori che lo hanno creato, o meglio, ricreato in purezza sono da considerarsi come dei veri e propri restauratori visto l'origine selvatica del vitigno.
Caratteristiche: è un IGT Toscano, di colore rosso intenso tendente al violaceo, dai sentori di spezie tipiche e accese note di frutti di bosco. Il Colorino 2013 che attualmente abbiamo in lista è della Fattoria di Piazzano raggiunge i 14%vol.
giovedì 14 luglio 2016
Vermentino di Bolgheri
Il vermentino è un vitigno piuttosto aromatico, si dice che la sua origine sia spagnola, in Aragona. Ci sono altre fonti che indicano un'origine portoghese, essendo un vitigno molto affine alla locale malvasia.
Dalla penisola iberica si sarebbe espanso verso la Francia e poi verso l'Italia, principalmente in Liguria e in Lunigiana.
Da esperti viticoltori questo vitigno ha trovato anche giusto attecchimento in Maremma, nella zona di Bolgheri dove ha avuto un ottimo successo di pubblico e che appunto, come denominazione di origine controllata ha preso il nome di Vermentino di Bolgheri.
Caratteristiche
Colore: giallo paglierino luminoso
Profumo: intenso e fine, piacevoli sentori floreali, di agrumi e lievi erbe aromatiche che caratterizzano il tipo di vitigno
Gusto: fresco e fruttato, con piacevole mineralità che conferisce al vino sapidità e persistenza.
Accostamenti
Ottimo con antipasti a base di pesce, sia crudo che affumicato, con zuppe di pesce, spaghetti allo scoglio e risotti ai frutti di mare, tutti in bianco. Con il pesce in umido, crostacei a vapore e la classica frittura, ma anche con formaggi freschi.
venerdì 17 giugno 2016
Il filone toscano, un pane sciocco
Il pane sciocco, ovvero il pane senza sale, è un pane tipico della Toscana.
La storia parla di eventi bellici tra pisani e fiorentini, ma una recente ricerca del pane senza sale, sembrerebbe smentire questa teoria.
Comunque ci piace far sapere che, leggenda o non leggenda, a causa della rivalità tra Firenze e Pisa, intorno al 1100 i pisani bloccarono i rifornimenti di sale che arrivavano via mare per indurre i fiorentini alla resa. Firenze invece non si arrende, rinuncia al sale e così facendo, giocoforza produrrà il cosiddetto pane sciocco.
Vi è anche un'altra teoria e forse la più plausibile, di fattore economico, molti ritengolo che l'elevato costo di acquisti del sale fecero rinunciare a molte famiglie di utilizzarlo. La Firenze medievale era circondata da mura e chi entrava doveva transitare passando dalle barriere, ed è qui che i gabellieri imponevano un alto dazio proprio a chi importava sale e di conseguenza ne faceva lievitare il prezzo al dettaglio. Di sicuro, per molto tempo, la tassa sul sale contribuì a rimpinzare le finanze della città.
La storia parla di eventi bellici tra pisani e fiorentini, ma una recente ricerca del pane senza sale, sembrerebbe smentire questa teoria.
Comunque ci piace far sapere che, leggenda o non leggenda, a causa della rivalità tra Firenze e Pisa, intorno al 1100 i pisani bloccarono i rifornimenti di sale che arrivavano via mare per indurre i fiorentini alla resa. Firenze invece non si arrende, rinuncia al sale e così facendo, giocoforza produrrà il cosiddetto pane sciocco.
Vi è anche un'altra teoria e forse la più plausibile, di fattore economico, molti ritengolo che l'elevato costo di acquisti del sale fecero rinunciare a molte famiglie di utilizzarlo. La Firenze medievale era circondata da mura e chi entrava doveva transitare passando dalle barriere, ed è qui che i gabellieri imponevano un alto dazio proprio a chi importava sale e di conseguenza ne faceva lievitare il prezzo al dettaglio. Di sicuro, per molto tempo, la tassa sul sale contribuì a rimpinzare le finanze della città.
Le origini del Vin Santo (Vinsanto)
Ci sono diverse storie sull'origine del nome Vin Santo, una di queste dice che un frate francescano utilizzasse il vino che comunemente veniva usato per servire messa per curare i malati di peste a Siena e quindi si diffuse subito la voce che questo vino avesse delle qualità miracolose, da lì il nome santo.
C'è un'altra versione invece fiorentina, durante il Concilio di Firenze del 1439, Giovanni Bessarione, un Metropolita greco, mentre assaggiava il vin pretto esclamò: "ma questo è il vino di Xantos". E qui ci sono altre due versioni: la prima è riferita al luogo dove veniva prodotto questo simil vino, ovvero l'isola di Santorini (dove veniva fatto un vino con uva sultanina pressata) e dove i commensali del Metropolita greco confusero il nome Xantos con santo. E l'altra riferita forse al colore del vino, difatti xanthos in greco significa giallo.
L'origine meno leggendaria del nome, ma più verosimile è l'uso comune di questo vino durante la messa.
In ultimo ci sarebbe un'altra versione del Vinsanto, pare che in antichità le uve venissero appassite durante la settimana santa.
C'è un'altra versione invece fiorentina, durante il Concilio di Firenze del 1439, Giovanni Bessarione, un Metropolita greco, mentre assaggiava il vin pretto esclamò: "ma questo è il vino di Xantos". E qui ci sono altre due versioni: la prima è riferita al luogo dove veniva prodotto questo simil vino, ovvero l'isola di Santorini (dove veniva fatto un vino con uva sultanina pressata) e dove i commensali del Metropolita greco confusero il nome Xantos con santo. E l'altra riferita forse al colore del vino, difatti xanthos in greco significa giallo.
L'origine meno leggendaria del nome, ma più verosimile è l'uso comune di questo vino durante la messa.
In ultimo ci sarebbe un'altra versione del Vinsanto, pare che in antichità le uve venissero appassite durante la settimana santa.
martedì 19 agosto 2014
TRATTORIA PALLOTTINO LA RECENSIONE DEL GIORNO
Scritta da Salvatore C di Venezia
Trovai Pallottino per puro caso. In vacanza mi piace sbirciare nei ristoranti, capire se la gente che è seduta è del posto, se mangia con gusto, se l'ambiente è rilassato. Pallottino mi sembrava a posto, così entrai. Mi sbagliavo, non era semplicemente a posto, era perfetto.
L'ambiente famigliare e l'accoglienza mi colpirono da subito, la qualità del cibo (soprattutto la fiorentina!) mi fecero innamorare del posto.
Ci tornai l'anno dopo e ogni volta che qualcuno mi chiede "dove posso mangiare bene a Firenze?" rispondo da Pallottino. E sono tutti contenti.
A presto!
L'ambiente famigliare e l'accoglienza mi colpirono da subito, la qualità del cibo (soprattutto la fiorentina!) mi fecero innamorare del posto.
Ci tornai l'anno dopo e ogni volta che qualcuno mi chiede "dove posso mangiare bene a Firenze?" rispondo da Pallottino. E sono tutti contenti.
A presto!
venerdì 10 gennaio 2014
TRATTORIA PALLOTTINO
LA RECENSIONE DEL GIORNO
Scritta da leoMantova
Titolo: Amore...
Data 1 gennaio 2014
...ci siamo stati questa sera...le (poche) recensioni negative che ho
letto, in base alla serata appena trascorsa, le posso giudicare solo
invidiose e false...ambiente pulito, personale socievole al punto
giusto, rapporto qualità/prezzo molto onesto...e poi il cibo....tutto
PIÙ che ottimo....se passeremo ancora x Firenze sarà una tappa
sicura...saluti e complimenti da Leo,Jessica,Asja e Alyssa...BRAVI!!!!
Grazie LeoMantova
martedì 26 novembre 2013
TRATTORIA PALLOTTINO
LA RECENSIONE DEL GIORNO
Scritta da Stefano P
Titolo: W la Trippa
Data: 22 novembre 2013
Grazie ad una questione di lavoro ho avuto la fortuna di scoprire questa
trattoria, l'arredamento è un misto tra rustico e antico con mobilia
tutta in legno.
Guardando il menù sono rimasto molto colpito dai piatti, sono un compromesso intelligente tra piatti tipici e altri con influenze di altre regioni, io infatti ho scelto la carbonara, tipicamente laziale ma fatta alla perfezione e poi la trippa alla fiorentina, fantastica, tenerissima, con un bel sughino denso.
Quando ho visto l'elenco dei dolci non ho resistito alla crema di mascarpone, che posso dire, senza parole!!
I prezzi piuttosto bassi ma la qualità c'è e si sente.
Guardando il menù sono rimasto molto colpito dai piatti, sono un compromesso intelligente tra piatti tipici e altri con influenze di altre regioni, io infatti ho scelto la carbonara, tipicamente laziale ma fatta alla perfezione e poi la trippa alla fiorentina, fantastica, tenerissima, con un bel sughino denso.
Quando ho visto l'elenco dei dolci non ho resistito alla crema di mascarpone, che posso dire, senza parole!!
I prezzi piuttosto bassi ma la qualità c'è e si sente.
Grazie Stefano
domenica 24 novembre 2013
TRATTORIA PALLOTTINO
LA RECENSIONE DEL GIORNO
Una bellissima recensione scritta da ClaudiaMelissa su Tripadvisor che vogliamo premiare pubblicandola nel nostro blog.
Titolo: “O-t-t-i-m-o!!!!”
data: 18 novembre 2013
Eravamo a Firenze per una fiera e dovevamo scegliere un posto in cui
portare a cena delle colleghe straniere (in totale eravamo 6). Volevamo
trovare qualcosa che rispecchiasse il gusto del posto e che fosse in una
posizione strategicamente ottimale tra i vari hotel: Obiettivo
centrato!
La trattoria è a pochi passi da Santa Croce, è possibile prenotare, è arredata in modo rustico ma con gusto e la cucina è a vista consentendo dunque di vedere i cuochi all'opera. Il personale è stato molto cortese e disponibile nello spiegare le varie pietanze. Abbiamo optato per un paio di antipasti a centro tavola (antipasto toscanaccio e coccoli con prosciutto e stracchino) e poi ognuno ha scelto tra un primo e secondo. Ottimo il peposo, apprezzatissime le pappardelle alla crema di tartufo così come quelle ai porcini e al cinghiale. Abbiamo ordinato inoltre un tagliere con salsiccia e costine arrostite il tutto innaffiato da un litro di vino rosso. Nessuna brutta sorpresa sullo scontrino, abbiamo speso 17,50 € a persona uscendo dal locale sazie e soddisfatte. Il proprietario ci ha omaggiato inoltre con del vin santo offerto dalla casa. Figurone per noi con le colleghe e per il locale. Consigliatissimo,
La trattoria è a pochi passi da Santa Croce, è possibile prenotare, è arredata in modo rustico ma con gusto e la cucina è a vista consentendo dunque di vedere i cuochi all'opera. Il personale è stato molto cortese e disponibile nello spiegare le varie pietanze. Abbiamo optato per un paio di antipasti a centro tavola (antipasto toscanaccio e coccoli con prosciutto e stracchino) e poi ognuno ha scelto tra un primo e secondo. Ottimo il peposo, apprezzatissime le pappardelle alla crema di tartufo così come quelle ai porcini e al cinghiale. Abbiamo ordinato inoltre un tagliere con salsiccia e costine arrostite il tutto innaffiato da un litro di vino rosso. Nessuna brutta sorpresa sullo scontrino, abbiamo speso 17,50 € a persona uscendo dal locale sazie e soddisfatte. Il proprietario ci ha omaggiato inoltre con del vin santo offerto dalla casa. Figurone per noi con le colleghe e per il locale. Consigliatissimo,
Grazie Claudia
sabato 23 novembre 2013
TRATTORIA PALLOTTINO: 2013, UN ANNO DA RICORDARE?
I Mondiali di ciclismo, l'Associazione, il decreto legge Valore Cultura e altri eventi.
Sicuramente si, ma non perche la Trattoria Pallottino si sia guadagnata qualche stella Michelin o forchette d'argento. Niente di tutto questo.
Stiamo scrivendo di un contesto ben più ampio, la questione potrebbe riguardare Firenze in relazione agli accadimenti del 2013 che hanno coinvolto gli esercizi e il commercio fiorentino, in primis il grande circo ciclistico mondiale che, come sapete, ha visto la nostra Firenze intrappolata in quella che viene considerata una delle kermesse sportive più seguite, con milioni di appassionati in tutto il mondo.
Possiamo affermarlo con assoluta franchezza e tanto è stato detto, Firenze e i suoi abitanti hanno avuto elogi da tutti, per quel senso civico che ha permesso all'organizzazione di far svolgere i mondiali nel miglior modo possibile. I fiorentini la loro bella figura l'hanno fatta, peccato che alla fine il risultato per l'Italia non è arrivato.
Dal punto di vista di ritorno d'immagine, non penso che questo fosse il vero scopo dell'evento, credo più ad un fattore sportivo, del tipo "almanacco", suo malgrado Firenze è stata sede di un Campionato del Mondo di Ciclismo e questo non ce lo può togliere nessuno.
Dal punto di vista commerciale?
Modestamente, ed è solo un parere personale, non dico che è stato un fallimento, ma di certo non è stato quell'exploit che in molti si aspettavano e non possiamo dare la colpa alla grigia e piovosa giornata che ha contraddistinto quella domenica famosa.
In secondo luogo?Forse non tutti lo sanno, ma è anche vero che non a tutti può interessare, ma nel 2013 è nata l'Associazione degli Esercizi Storici Fiorentini Tipici e Tradizionali, di cui la Trattoria Pallottino è socio fondatore.
Il passo è stato molto importante e anche necessario direi, non per una questione commerciale o di business, ma principalmente perchè c'è quella Firenze, diciamo pure bottegaia, che stava e sta scomparendo e non sto qui a elencarne le cause, vorrei solo ricordare alcuni nomi che non ci sono più, la Libreria del Porcellino, Calamai, Gestri calzature...e potre andare avanti per altre due pagine.
L'Associazione è vita, quella Firenze che da secoli è simbolo delle Arti e dei Mestieri è viva e vegeta e combatte ogni giorno con la grande globalizzazione del commercio e a tale scopo sono stati creati degli eventi per far sentire la propria voce, vedi la Vetrina di San Giovanni del 24 giugno e non ultimo, oltre agli incontri con l'assessorato in Palazzo Vecchio, quello importantissimo con On.Nardella e la Sen.Di Giorgi della Commissione Beni Culturali del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati dove dovevano essere esposte le novità del decreto legge Valore Cultura.
A questo punto voglio ricordare l'ultima iniziativa di Novembre promossa dall'Associazione con la Società che ora gestisce l'ippodromo del Visarno, il primo palio degli Esercizi storici fiorentini, svoltosi il 17 novembre e che ha avuto un grande successo, sia di pubblico che di adesioni, in pratica vi erano coinvolti quasi tutti gli associati ed è stato raggiunto anche uno scopo umanitario in quanto era stata prevista di istituire una raccolta di beneficienza per Milano 25, il famoso taxi di Caterina che tanto fa per quei bambini bisognosi di cure e per le loro famiglie.Insomma, ci riproveremo anche il prossimo anno con la seconda edizione.
Un caro saluto a tutti e un felice 2014.


mercoledì 30 gennaio 2013
Il re carciofo
Sembra che tutti non aspettino altro e quando c'è tutti lo prendono. Stiamo parlando del carciofo, quello buono, ed ecco che per magia diventa il re del menu.
La Trattoria Pallottino ha inserito nel suo menu ben quattro pietanze a base di cariofi: i paccheri alla carbonara di carciofi, ultimamente le lasagne ai carciofi, poi il tortino con i carciofi, saltuariamente le scaloppine ai carciofi e sempre a grande richiesta i carciofi fritti. Prossimamente, quando ci sarà quello adatto all'occasione, inseriremo il segato, ovvero la classica insalata con carciofi e grana.
Ma qual'è l'origine di questa strana "pianta", visto che deriva dal cardo selvatico? Pare che sia di origine araba, sempre rimanendo nella fascia mediterranea, ma in casa nostra le coltivazioni abbondano sopratutto nella campagna romana, in quella siciliana e in quella sarda, anche in veneto c'è una sua nicchia e per finire in quella toscana, principalmente nella zona empolese.
Quanti tipi di carciofi ci sono?
Beh, ce ne sono diversi e quelli più noti a noi, grazie alla nostra cucina tradizionale sono i romaneschi, le cosiddette mamme, il precoce di Chiggia, il verde di Palermo o quello sardo, il violetto di toscana, più conosciuto come morello o morellino, in base alla sua dimensione e colore e così via.
Aria di Carnevale? Ecco le chiacchere!
La tradizione è la tradizione e quando arriva il Carnevale cominciano a venir fuori le chicchere (chiaramente in senso mangereccio), però se le volete chiamare cenci, va bene lo stesso, il dolce non cambia.
E' una tradizione piuttosto antica, anzi antichissima, c'è chi fa risalire questo dolce addirittura all'antica Roma e comunque un pò sparsa in tutta Italia, tant'è che a parità del prodotto in altre regioni i nomi cambiano. A Firenze le chiamiamo chiacchere oppure molto più volgarmente "cenci" (dovute alla forma del dolce), c'è poi chi le conosce per bugie, frappe, gale..e l'elenco non finisce qui.
Come ogni anno, con l'arrivo del Carnevale è consuetudine alla Trattoria Pallottino fare i cenci (quando il cuoco ne ha voglia) e che poi a fine pasto vengono offerte ai clienti.
Buon Appetito !!!
![]() |
| chiacchere alla Trattoria Pallottino |
Come ogni anno, con l'arrivo del Carnevale è consuetudine alla Trattoria Pallottino fare i cenci (quando il cuoco ne ha voglia) e che poi a fine pasto vengono offerte ai clienti.
Buon Appetito !!!
martedì 29 gennaio 2013
Fare scarpetta? Nella Trattoria Pallottino non è un obbligo ma un dovere.
E' vero che il galateo ha le sue regole che impongono un certo contegno durante il convivio e non solo a tavola, ma carissimi amici quando ci va ci vuole e noi di Pallottino non ci scandalizzeremo di certo, anzi spesso e volentieri incentiviamo la cosa (chiaramente se è di gradimento).
Quindi, non formalizzatevi sulle regole ferree del galateo, siate liberi, anche se il vostro tavolo viene condiviso con il Principe di Galles (sarà difficile che venga da noi, però non si sa mai) alla Trattoria Pallottino questo non è solo permesso, ma un dovere.
E poi scusatemi, ma per fare scarpetta ci vuole anche una certa classe e perchè no, così come per il galateo ci vuole anche una regola:
A) quando mangiamo una pietanza (primo o secondo che sia) evitiamo di finire la salsa completamente, ma lasciamone una generosa quantità.
B) dimentichiamoci delle posate
C) accertiamoci che al nostro tavolo sia presente il cestino col pane, se non ci fosse o fosse finito richiedetelo prontamente al cameriere chiedendo di mettervi anche il cantuccio
D) il pane dev'essere assolutamente quello toscano, ovvero sciocco
E) stroncare il pane con le sole mani facendo in maniera da avere un pezzetto con la crosta attaccata alla mollica
F) cominciare a fare scarpetta cominciando da una parte del piatto (non consiglio il sistema circolare, la salsa potrebbe strabordare dal piatto)
G) completare la pulizia in maniera omogenea in modo che poi la frase "non avete bisogno del lavapiatti" abbia il suo senso.
Ecco qua, spero di esservi stato utile.
In fede
La Trattoria Pallottino
Quindi, non formalizzatevi sulle regole ferree del galateo, siate liberi, anche se il vostro tavolo viene condiviso con il Principe di Galles (sarà difficile che venga da noi, però non si sa mai) alla Trattoria Pallottino questo non è solo permesso, ma un dovere.
E poi scusatemi, ma per fare scarpetta ci vuole anche una certa classe e perchè no, così come per il galateo ci vuole anche una regola:
A) quando mangiamo una pietanza (primo o secondo che sia) evitiamo di finire la salsa completamente, ma lasciamone una generosa quantità.
B) dimentichiamoci delle posate
C) accertiamoci che al nostro tavolo sia presente il cestino col pane, se non ci fosse o fosse finito richiedetelo prontamente al cameriere chiedendo di mettervi anche il cantuccio
D) il pane dev'essere assolutamente quello toscano, ovvero sciocco
E) stroncare il pane con le sole mani facendo in maniera da avere un pezzetto con la crosta attaccata alla mollica
F) cominciare a fare scarpetta cominciando da una parte del piatto (non consiglio il sistema circolare, la salsa potrebbe strabordare dal piatto)
G) completare la pulizia in maniera omogenea in modo che poi la frase "non avete bisogno del lavapiatti" abbia il suo senso.
Ecco qua, spero di esservi stato utile.
In fede
La Trattoria Pallottino
venerdì 18 gennaio 2013
Trattoria Pallottino, Santa Croce, il mercatino e il sanpietrino
Che Firenze è divisa in quattro quartieri è un fatto risaputo e le origini di questo frazionamento cittadino sono molto antiche, basti pensare al Calcio Sorico Fiorentino dove i quattro quartieri (bianchi, rossi, verdi e azzurri) combattevano e lo fanno tuttora, in una polverosa arena per aggiudicarsi il titolo di campione.
Ma la vita di quartiere com'era e c'era, per così dire un'attività predominante per ciascuna zona? Sicuramente si, per esempio l'oltrarno era un quardiere dove predominavano (ancora oggi) negozi di antiquari, robivecchi, restauratori, ecc, ecc. Il quartiere di S.Giovanni era la grande porta d'accesso alla città, prima con la Stazione Leopolda e poi con quella di S.M.Novella ed è qui infatti che sono locati grandi alberghi e piccole pensioni (Excelsior, Grand Hotel, Anglo Americano, Villa Medici....) e gli altri quartieri?
Beh, dopo il completo rifacimento della città a seguito della decisione di fare temporaneamente Firenze capitale d'Italia, oltre al fattore residenziale, museale, il cuore pulsante della città era il Mercato Centrale, ovvero quello di San Lorenzo, dove per lustri di anni è stato il centro alimentare polivalente dei giorni nostri.
E il quartiere di Santa Croce allora?
Qui la vita era molto più complessa e problematica, vedi la convivenza con le carceri, la criminalità frequente, ma anche una cittadinanza molto più popolare, più fiorentina. Dopo lo smembramento del centro storico è qui che si spostò il cosiddetto ghetto ebraico (vedi la costruzione della Sinagoga) e quindi un proliferare di grande commercio, sia alimentare che no. Prima ancora della costruzione del Mercato di S.Ambrogio il commercio alimentare si svolgeva sulla direttiva che dalla porta di San Pierino (una delle poche porte di accesso alla zona dalla parte del centro) arrivava fino a via dell'Anguillara , difatti via Isola delle Stinche, che fa parte di questa direttiva era chiamata prima "via del mercatino"
in questa strada e nelle stradine adiacenti era tutto un brulicare di bancarelle, per un vivace mercato rionale completamente all'aperto, sulla strada
(fotografia scattata da Marcello Alinari in Hdr)
Diciamo che a differenza della polivalenza del Mercato Centrale, questo Mercatino era predominato dal commercio del pesce, ed era tanto famoso che era frequentato da non rsidenti della zona.
Ma cosa centra allora il pavimento in sanpietrino della Trattoria Pallottino? Pare che oltre alle bancarelle vi fossero anche delle botteghe dove si svolgeva lo stesso commercio, in un cero senso come potrebbe essere oggi il Mercato di San Lorenzo, sia con gli ambulanti, sia con i negozi attigui e quindi questa pavimentazione in sanpietrino potrebbe definirsi come la naturale continuazione del mercatino verso il chiuso.
Questa potrebbe essere la storia che più si avvicina alla verità, per una parte ho letto testi piuttosto antichi sulla storia delle strade cittadine e pee l'altra devo ringraziare gli anziani del quartiere.
venerdì 28 dicembre 2012
La patata tagliata e fritta della Trattoria Pallottino
C'è patata e patata, e non parliamo delle classiche e banali patatine fritte a bastoncino, quelle che per intendersi potete mangiare nei fast food. Qui si tratta di tutt'altra cosa.
Prima di tutto la scelta del tipo di patata, se compriamo per esempio la patata gialla o quella bianca, allora è meglio farle arrosto, oppure lesse, o meglio farci il purè.
La scelta miglore cade inevitabilmente sulla patata a buccia rossa, sicuramente la più adatta a reggere la frittura ed è quella che generalmente usiamo noi.
Quando prendiamo un ordine, magari una bella bistecca alla fiorentina, solitamente il cliente ci abbinerebbe molto bene la patata fritta, ma a molti viene in mente appunto il solito bastoncino fritto McDonald e allora la scelta del contorno cade su quelle arrosto o sui fagioli. Ma quando vedono passare le nostre patate tagliate e fritte allora mi chiamano subito e mi chiedono di inserirle nella comanda, succede spesso così tranne quando ci sono dei bambini al tavolo, allora le nostre patate tagliate e fritte non mancheranno mai.
lunedì 24 dicembre 2012
Bistecca, la regina fiorentina
E chi la vuol cotta e chi la vuol cruda, chi la vuoe alta, che bassa, insomma, non potrà mai accadere che nel menu della Trattoria Pallottino possa mancare la bistecca alla fiorentina, ma credo che questo valga per qualsiasi locale fiorentino che si rispetti.
D'altra parte dopo il cupolone e gli Uffizi, la bistecca è l'oggetto più conosciuto al mondo eppure comunque ha una sua nascita e una sua storia.
La storia della bistecca alla fiorentina è antica almeno quanto la città
da cui prende il nome. La sua fama e il suo nome si possono
far risalire alla celebrazione della festa di San Lorenzo, difatti in occasione di San Lorenzo, il 10 agosto, la città si illuminava della luce di grandi fuochi, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello che venivano poi distribuite alla popolazione.
Oltre al taglio, cosa che caratterizza la bistecca alla fiorentina da altri tipi di carne da farsi alla griglia, ci sono consuetudini piuttosto importanti da seguire, tra cui: completare il processo di frollatura, che permette alla carne di rimanere tenera e saporita, la cottura, su una griglia, meglio se al carbone, evitare di bucarla con la forchetta o coltelli prima, durante e dopo la cottura. Il tipo di carne: sicuramente la chianina è uno dei più pregiati, ci sono comunque tanti altri tipi di manzo altrettanto buoni. Dulcis in fundo, a questa pietanza bisogna assloutamente accostare un vino di un certo livello, corposo, non troppo aromatico, anche un buon Chianti Classico non ci starebbe male e un Carmignano riserva non sfigurerebbe. Buon appetito.
mercoledì 19 dicembre 2012
Capodanno alla Trattoria Pallottino
...E siamo arrivati anche alla fine di questo anno, ci stiamo tutti preparando per il solito grande evento che, nel bene o nel male accomuna tutti nel mondo. Un momento di frenesia generale, di divertimento, di svago e perchè no di riflessione.
Anno nuovo vita nuova ? mah, non so, io sinceramente credo di no, ma se così dev'essere, speriamo in meglio e tutti noi della Trattoria Pallottino vogliamo crederlo e cogliamo quest'occasione per salutare tutti i nostri amici e augurare veramente un felice anno nuovo in tutti i sensi.
Nel frattempo noi lavoreremo sodo (come ogni anno) per far si che questa seratasia un buon ricordo per chi verrà da noi....i cantieri sono aperti e i nostri cuochi sono all'opera per i preparativi.
Come nostra abitudine, ormai da più di 10 anni, non faremo il classico cenone a prezzo fisso ma proporremo un menu a vasta scelta di piatti toscani, dagli antipasti al dolce.
Non mancherà il crostone al cavolo nero, i crostini di polenta ai funghi porcini, i coccoli fritti con prosciutto e stracchino, l'antipasto del toscanaccio e il lardo di Colonnata con pecorino e fettunta. Tra i primi, i paccheri alla carbonara di carciofi, le lasagnette, le pappardelle al cinghiale, le tagliatelle ai funghi porcini, gli gnocchi freschi alla rucola e gorgonzola....e tra i secondi e contorni non può mancare assolutamente la classica bistecca alla fiorentina, il peposo, i bocconcini di pollo fritti con verdure e perchè no anche i carciofi fritti e poi ancora la tagliata di manzo alla rucola e grana...e l'elenco non finisce qui.
E per finire nel dolce momento...torta al cioccolato amaro, cheese cake con salsa d'arance al grand marnier, tiramisù, crema di mascarpone, panna cotta e non meno importanti, i cantucci con vinsanto.
Buon divertimento
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